mercoledì 29 gennaio 2014

Cara solitudine

Non avrei mai immaginato che potesse esistere una forza così immensa, ingombrante. La conobbi poco dopo l'adolescenza, ci limitammo a presentarci, trascorrere qualche ora assieme, i soliti convenevoli e poi i saluti. Continuammo a vederci saltuariamente, poi con il suo senno di onnipotenza scelse di starmi accanto in modo permanente. Divenne la mia compagna più fedele, non mi lasciava mai, nemmeno quando andavo al cesso. Un giorno, stanco di essere perseguitato, le dissi: " perchè non te ne vai da qualche altra parte e mi lasci un pò in pace?" " Non posso", mi rispose. " Come sarebbe a dire non posso?" ribattei nervosamente. " Io sono la solitudine. Tutti hanno paura di me, inconsapevoli del fatto che la mia presenza è benevola e per nulla distruttiva, ma si ostinano a resistermi e mandarmi via." " Oltre che essere invadente, sei anche presuntuosa, sai?" " Non dire così, vedrai, un giorno mi ringrazierai." " Ringraziarti? E di cosa, Cristo? Sei un'ossessione, almeno concedimi la possibilità di una doccia o se questo è chiedere troppo, una cacata, soli, io e il mio stramaledetto cesso." Si limitò a scoppiare in una lunga e snervante risata. " Hai anche il coraggio di ridere, mi stai facendo diventare pazzo e ridi?" " Non disperare, sono qui per salvarti." " E da cosa? Sentiamo." " Dalla superficialità del mondo esterno." " E tu, vorresti salvarmi dalla superficialità del mondo esterno, come la chiami tu, facendomi diventare pazzo?" " No, Joe. Trascorro molto tempo con te, affinchè tu possa imparare a conoscere il silenzio. Quando sarai a tuo agio nel silenzio avrai l'opportunità di conoscere meglio te stesso, scoprirai la potenza e la meraviglia che albergano dentro di te e diverrai un uomo consapevole, un'essere spirituale." " Avrai anche ragione, ma non ti sopporto più, credimi." " Quando accetterai la mia presenza e la renderai sacra, paradossalmente io scomparirò." Chinai il capo, stupefatto, ormai arreso e replicai: " Non ho più la forza di lottare con te, va bene, hai vinto. Resta pure qui, ma non aspettarti che ti renda grazie, ho altro da fare." " Ah ah ah, senza alcuna fretta, Joe. Ho tutto il tempo che desidero." Così la accettai, anzi, la sposai. Da quel giorno, la sua pesante presenza si affievolì lentamente, istante dopo istante e mi ritrovai costretto a chiudere gli occhi e ringraziarla per avermi fatto da guida nel procedere di un altro scalino, verso il sentiero dell'illuminazione.

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