martedì 13 maggio 2014

Quando si gioca e si è felici...

. Quando si gioca e si è felici, il tempo scorre veloce, infatti arrivò il momento in cui la natura prende colori e pennello e sfoggia tutta la sua arte e la sua creatività, regalando agli occhi di chi guarda opere tanto bizzarre quanto meravigliose che mai nessuno riuscirà a eguagliare.



giovedì 8 maggio 2014

" La città dei bambini" al salone del libro di Torino

Al via il salone internazionale del libro di Torino e sarà presente anche " La città dei bambini"

Stand Leucotea Edizioni




martedì 29 aprile 2014

Da: " Due gatti nella savana "

“ Non riesco a crederci, il felino più veloce della terra fregato dalle gazzelle!” esclamò Zak.                                                                                                                                        “ Perfetto, era proprio quello che ci voleva. La vita, ha riservato per te una bella lezione!” disse Billi, soddisfatto.                                                                                                        “ Che cosa vuoi dire?”                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Testa di topo, voglio dire che un ghepardo, uno degli animali più veloci e forti della terra, è stato appena sconfitto, ma puoi star certo che non rimarrà li a piangersi addosso. Appena recupererà le forze, sferrerà un nuovo attacco e assicurerà il cibo a tutta la famiglia. Dovresti prendere esempio da lui! A tutti può capitare di perdere, ma questo non deve influire sullo stato d’animo, né sulla fiducia nelle proprie capacità.”.                                                                                                                         “ Purtroppo devo darti ragione, Billi. Sono sicuro che, la prossima volta, non perderò neanche un grillo e semmai dovessi perderne qualcuno, ce ne saranno tanti altri che mi aspetteranno.”. Concluse Zak, ritornando a sorridere.                                                                              


lunedì 28 aprile 2014

Certo che ne abbiamo fatto di...


“ Certo che ne abbiamo fatta di strada, mi chiedevo se riusciremo a trovare la via del ritorno, quando termineremo la nostra avventura” esordì Zak. “ Non pensarci fratello, ricordati che potremo trovarci anche a migliaia di chilometri di di...stanza da casa, che la strada la troveremo comunque. Ci penserà il cuore a indicarcela” ribatté con un pizzico di malinconia il saggio gatto bianco.

http://www.ibs.it/ebook/dattoli-dino/due-gatti-nella-savana/9788891139160.html

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788891139160/Due_gatti_nella_savana/Dattoli_Dino.html

http://www.inmondadori.it/search/?tpr=10&g=due+gatti+nella+savana&swe=N&search-input=active
 
 

domenica 27 aprile 2014

Due gatti nella savana

Il silenzio notturno della Savana, spesso era interrotto da canti assordanti di uccelli, ruggiti di felini impegnati nelle loro caccie al buio, seguiti dai lamenti delle povere prede finite tra le loro fauci. La vita sembrava non fermarsi nemmeno un istante in quel luogo tanto incantevole quanto crudele.                          “ Quest’alternanza di suoni della natura e silenzio assoluto, rendono la notte magica. E’ il momento più belo della giornata!” esclamò Billi.                                                                                                                                                               

http://www.lafeltrinelli.it/fcom /it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=due+gatti+nella+savana&cat1=16&prm=

venerdì 25 aprile 2014

DUE GATTI NELLA SAVANA


Finalmente in uscita il nuovo racconto per bambini "Due gatti nella savana" disponibile su tutti i seguenti 29 store:
9am.it, Amazon Kindle Store Italia, Apple IBook Store Italia, biblet.it,Feltrinelli.it, inmondadori.it, bookrepublic.it, deastore.com, ebook.it, ebook.unita.it, ebookizzati.com, ebooklife.it, ebookorange.com, excalibooks.com, feedbooks.com, hoepli.it, ibs.it, ilgiardinodeilibri.it, kobobooks.com Italia, lafeltrinelli.it, libramente.it, libreriaebook.it, libreriarizzoli.corriere.it, libreriauniversitaria.it, librisalus.it, librouniversitario.it, mazy.it, mediaworld.it, mrebook.it, mystore.biblon.it, Nokia Reading, omniabuk.com, ebookgratis.it, storecentoebook.it, thefirstclub.net, ultimabooks.it, unilibro.it, webster.it.DUE

mercoledì 16 aprile 2014

Favole personalizzate per tutte le età


Se desideri fare un regalo particolare alla persona che ami ( figlio, nipote, nonno/a, fidanzato/a, moglie, marito, ecc.) puoi contattare direttamente l'autore, che sarà a tua completa disposizione, per creare un racconto o fiaba dove il destinatario del regalo sarà il protagonista assoluto.
puoi contattare l'autore tramite mail: loscrittoredifavole@gmail.com
oppure su facebok: Lo Scrittore Di Favole
per un preventivo!

giovedì 20 marzo 2014

Quando fai le cose senza metterci amore, arrivi alla fine della giornata e provi quella dannata sensazione di aver lasciato qualcosa, o peggio ancora, di averla persa. E se un giorno ti risvegli, capisci che è l'amore che non hai dato e che non ha fatto ritorno.

lunedì 24 febbraio 2014

Il mistero di Oaxaca

Tanto tempo fa in un piccolo paese nelle montagne del Messico, stava accadendo qualcosa di veramente straordinario. Ebbene, il luogo di cui vi sto parlando si chiama Oaxaca, circondato da altissime e imponenti montagne, mentre a valle dominano lussureggianti praterie dove la maggior parte degli abitanti portava al pascolo le proprie mandrie di capre. Infatti, gli abitanti di Oaxaca si nutrivano solo di quello che offriva la loro terra e quindi di capre e dei frutti che ognuno coltivava nel proprio orto. Il paese era popolato da un gruppo numeroso di bambini e tra questi ne spiccava uno in particolare, si chiamava Pedro, era davvero un piccolo diavolo scatenato, ne combinava di mille colori, ma come tutti i bambini aveva un grande cuore. Una mattina tutti gli abitanti di Oaxaca si alzarono, come ogni giorno, per andare a pascolare le proprie capre e quando entrarono ognuno  nelle  loro stalle, si accorsero che una capra era stesa per terra morta senza avere sul corpo segni di aggressioni da parte di qualche animale selvaggio. Da quel giorno, ogni mattina, in tutte le stalle di tutti i pastori, accadeva questo strano episodio che, a quel punto, aveva messo tutti in allarme. Erano molto spaventati, anche perché non avevano neanche un’idea di chi potesse essere a uccidere ogni notte una capra a tutti i pastori, così si riunirono e iniziarono delle perlustrazioni durante la notte in cerca di questo misterioso assassino di capre. Girarono per molte notti, con torce, fucili e tanta voglia di scoprire e uccidere quell’assassino, ma non riuscirono a trovare un bel niente e per di più tutte le mattine trovavano ancora una capra stesa per ogni stalla! Pedro, il bambino più brillante del paese, una notte non riusciva proprio a dormire, immaginava il misterioso essere e aveva una gran voglia di vedere che cos’era, com’era fatto, se era cattivo anche con i bambini e così, senza far rumore, uscì da casa e s’inoltrò per le valli, passando prima casa per casa a chiamare tutti i suoi amici. Il primo a unirsi fu Juan, il vicino di casa, poi uno a uno si unirono, Samuel, Sarah e jeep. Cinque bambini, i più uniti del gruppo, pronti a svelare il mistero! Illuminati dalla luce magica delle stelle, girarono per quasi tutta la notte senza però trovare alcuna traccia del misterioso essere, ma a un certo punto, Pedro, si accorse di una capra stesa per terra accanto ad un cespuglio ed esclamò: oh! Ragazzi! Guardate lì, c’è una capra morta! Rimaniamo qui ancora un po’, potrebbe essere da queste parti! Con lo stupore negli occhi gli altri bambini rimasero fermi, immobili, aspettando con desiderio e anche un po’ di paura la comparsa del misterioso ospite. Si misero in cerchio, con le torce accese, le mani tremolanti e il cuore che batteva così forte da far tremare la terra sotto i piedi! Quella sera non c’era nemmeno un alito di vento, eppure, non molto lontano da loro, a un certo punto cominciarono a muoversi dei cespugli, come se un gatto si stesse massaggiando, strofinandosi sui soffici e freschi ciuffi d’erba, solo che non si trattava di un gatto! Improvvisamente, infatti, si alzò impetuoso un essere che nessuno aveva mai visto prima nella storia della terra! Era eretto su due piedi, proprio come noi umani, aveva il corpo ricoperto da un pelo grigiastro, il viso era molto simile a quello di un cane, solo che la forma era più appuntita. Aveva tre unghie affilatissime sia nei piedi sia nelle mani e due canini taglienti che erano proprio la sua particolarità, infatti, grazie a questi due denti prolungati uccideva le sue prede praticando tre fori sul loro collo, succhiando così tutto il loro sangue, ecco perché lo chiamavano: CHUPACABRA!
Un racconto per bambini in onore di una delle più affascinanti leggende della storia, il Chupacabras. Se desiderate continuare a leggere l'intero testo, iscrivetevi al blog e lasciate il vostro indirizzo email. Vi sarà spedito il file in pdf.

giovedì 13 febbraio 2014

Intervista


The e pasticcini con DINO DATTOLI, autore de "LA CITTA' DEI BAMBINI - L'unione fa la forza", BdS Jr-Edizioni Leucotea, 2013
Buona domenica pomeriggio signor Dattoli. - Com'è nata l'idea del libro " La città dei bambini"?
Premetto che si ...tratta di un racconto che ho scritto circa sette anni fa. In quel periodo iniziai un percorso personale di crescita a livello spirituale. Diventai un esploratore, l'esploratore di me stesso. E' evidente che nella ricerca, nel silenzio, è assolutamente possibile scoprire parti di noi e attitudini che nemmeno pensavamo di possedere. Fu proprio in questo silenzio che si rivelò in maniera spontanea l'idea di quello che poi si materializzò in " La città dei bambini".

- Farfalle, alberi giganti, un fiume rosa e molto altro. Quanto la presenza della natura in tutta la sua magnificenza rende speciale La città dei bambini?
Nutro un grande senso di devozione nei confronti della natura, mi sento parte di essa così come essa è parte di me. Siamo semplicemente due espressioni diverse della stessa fonte dalla quale abbiamo preso origine. Mi sono spinto oltre nell'esprimere la sua magnificenza, in questo libro, proprio per marcare la potenza e la meraviglia che essa ci regala e che ci potrà regalare in futuro, magari donandoci, un giorno, nuove specie di animali, di piante o eventi naturali che oggi possono sembrarci "magici", ma che fra cento, mille anni prenderanno forma. Tutto è possibile alla potenza dell'energia divina che ha dato vita a tutte le meraviglie che possiamo ammirare ogni singolo momento di ogni nostro giorno. Credo che dovremmo imparare a sognare in grande, a pensare e "vedere" oltre quello che già esiste sotto forma di materia. La città dei bambini è speciale proprio per questo, è per puri sognatori. I bambini, appunto!

- Come nasce la sua passione per la scrittura?
Dovrei ritornare alla prima risposta. Guardandomi dentro, scoprendomi, così è nata spontaneamente questa passione che era rimasta nascosta, avvolta dal velo dei pensieri superficiali, dalle ansie della vita quotidiana. Ogni cosa nasce e si rivela nel silenzio.

- Quali sono, se ve ne sono, i suoi scrittori di riferimento?
Naturalmente ci sono degli scrittori che catturano la mia attenzione, ve ne cito alcuni: Paulo Coelho, Osho, Charles Bukowski, Erri de luca. Questi, per me, rappresentano alla perfezione il modello di scrittore autentico. Ammiro la loro originalità e la spontaneità e la purezza delle loro idee. Nonostante la mia ammirazione nei confronti di questi autori sia forte e sincera, nessuno rappresenta un modello di riferimento. La mia ispirazione è spontanea, proviene dal silenzio, quindi dal divino a prescindere dal risultato finale.

- Quali sono i suoi progetti futuri?
Scrivere racconti per bambini è un'attività che mi diverte tantissimo e mi riempie il cuore di gioia, per questo motivo, probabilmente, ci saranno altre storie in arrivo. Un giorno, però, mi piacerebbe dedicarmi finalmente a un altro tema che mi sta molto a cuore, come si è potuto intendere da questa intervista, ovvero il tema della spiritualità. Quando mi sentirò pronto, o meglio, quando il mio cuore mi dirà: " è arrivato il momento", seguirò il consiglio e realizzerò un altro piccolo sogno, con la speranza di poter essere d'aiuto a molte persone, ed è proprio questo il mio scopo supremo. Essere d'aiuto agli altri anche attraverso la scrittura. (Dino Dattoli)

mercoledì 5 febbraio 2014

Profumo di cielo


"Dammi solo cinque minuti. Ti porterò in quella chiesa, oggi." Disse Antonio rivolgendosi alla sua amata. S'incamminarono per raggiungere i piedi della montagna. " Non so se oggi incontrerò Dio, ma sento un forte desiderio di arrivare presto in quella chiesa." Confidò, Maeva. Arrivarono vicino alla meta e cominciava a intravedersi una piccola chiesa, fatta di legno, traballante. Eppure era li da centinaia di anni. Entrarono e furono accolti da un clima celestiale. La chiesa era piccola, c'erano delle panche di legno che occupavano la sala e di fronte, un umile altare, dove stava per dare inizio alla sua predica un vecchio pastore. Antonio e Maeva riuscirono a trovare uno spazio per sedersi, nonostante la chiesa fosse già affollata di fedeli. Dopo qualche minuto partì una musica dolce e il pastore, alzando le mani al cielo, invitò i fedeli a lodare il Signore. Si udì un'insieme di voci soavi che inneggiava alla grandezza di Cristo. Maeva si guardò intorno, poi chiuse gli occhi e iniziò anch'essa a manifestare le sue lodi. La musica cessò e il pastore pronunciò una parabola, invitando i fedeli a riflettere. " Voi siete il tempio di Dio. Il Padre ed io siamo uno, e anche voi lo siete, poichè io sono voi e voi siete me." I fedeli risposero con un deciso Amen, poi il pastore continuò: " cercate prima il regno dei cieli dentro di voi e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù. Voi potete fare cose ancora più grandi di quelle che ho fatto io, e, allora, abbiamo forse bisogno di intermediarci per arrivare a Dio?" A Maeva scappò una lacrima, sembrava che tutto fosse orchestrato apposta per lei. Dio le stava parlando. Il pastore invitò nuovamente i fedeli a pregare, riflettendo sulla parabola appena recitata. Ognuno pregava Dio a proprio modo, come suggeriva il cuore. Maeva, in quel momento, chiese ancora una volta il perdono per essere caduta nello sconforto a causa di tutte le violenze subite nel suo maledetto soggiorno a Pucket. Sempre con gli occhi chiusi e le mani rivolte verso il cielo, pronunciò: " Signore, io e te siamo la stessa cosa. Tu vivi dentro di me, sento la grandezza del tuo amore che mi pervade, aiutami a rimanere forte nella fede e anon cadere mai più nel dubbio e nella paura. Sia lodato sempre il tuo nome, alleluja." Il pastore interruppe improvvisamente i fedeli assorti nelle loro preghiere. " Chi si sente pronto a ricevere il dono dello Spirito Santo, può avvicinarsi." Molti si alzarono e si avviarono verso l'altare. Maeva, continuò ancora a pregare e il suo viso era bagnato da lacrime di gioia. Antonio, anch'egli immerso nella preghiera, aprì gli occhi e si rivolse a Maeva: " vuoi andare?" le domandò. Lei non aspettava altro, rispose con un netto, "si" e si avvicinò al pastore. Si posizionò accanto agli altri fedeli, al centro dell'altare. Il pastore si avvicinò, le impose la mano destra sulla fronte e pregò Dio di benedire la sua anima. Il corpo di Maeva iniziò a tremare, l'energia che la circondava si faceva sempre più intensa, e iniziò a parlare una lingua sconosciuta. Il pastore si soffermò su di lei, pregando e ringraziando Dio per questo dono, anche perchè non tutti i fedeli ne erano beneficiari, soltanto chi aveva un cuore umile ed era incondizionatamente abbandonato a Dio, avrebbe potuto godere di questa grande ricchezza. L'anima di Maeva continuava a dialogare con Dio in quella lingua che nessun uomo riuscirebbe a capire. E' un linguaggio divino, un dialogo tra anime e la materia è soltanto spettatrice. Il pastore tolse la mano dalal fronte di Maeva e passò al fedele a fianco. Lei continuò a ringraziare e piangere, raggiungendo il suo posto accanto ad Antonio, che intanto, emozionato anche lui, la accolse con un sorriso e urlò: " Gloria a Dio." Non tutti i fedeli che si presentarono all'altare ricevettero il dono dello Spirito Santo, ma tornarono tutti felici e speranzosi al loro posto, continuando a pregare per acuisire ancora più fede e umiltà, per poi riprovare, al momento opportuno, a ricevere la grazia divina. La celebrazione continuò, accompagnata dalla musica, le cui note si perpetuavano, imponenti, per tutta l'area della chiesa, raggiungendo l'intimo dei fedeli. Il pastore ringraziò Dio per fatto sentire forte la sua presenza in quella piccola chiesa, annunciando così la fine della messa. Antonio e Maeva si allontanarono entusiati e imboccarono il sentiero sterrato che li avrebbe riportati al centro del paese. " E' stata l'emozione più grande della mia vita!" confidò Maeva. " Credo sia questione di atteggiamento, di predisposizione spirituale. Avevi fame di Dio, l'hai fatto vivo dentro di te e lui si è fatto trovare." Replicò Antonio. " Devo ringraziare anche te se è successo tutto questo." Non devi ringraziarmi. Dio si è servito di me per fare in modo che tu ti avvicinassi a lui." " Si, ma voglio ringraziarti ugualmente. Sei stato e sarai una persona molto importante nella mia vita." " Sono qui per questo, per renderti felice."

sabato 1 febbraio 2014

I cacciatori di mirtilli

Joe Stevenson e Chris Olm erano due amici di vecchia data. Vivevano alla periferia di Stoccolma e sin da quando si erano conosciuti, ogni domenica si recavano in un bosco situato a pochi chilometri dalle loro abitazioni, per raccogliere i mirtilli. Nei primi anni, lo scopo per i due amici era soltanto quello di riuscire a raccogliere più mirtilli possibile e di buona qualità, poi, col trascorrere del tempo, si resero conto che il loro scopo cambiò, divenne più elevato. Presero coscenza che quel bosco non era più un campo di battaglia, ma il loro luogo tranquillo. La loro raccolta di mirtilli, pian piano divenne come una sorta di meditazione. Trascorsero così le loro domeniche per quasi mezzo secolo. Un giorno, durante il loro vagabondare silenzioso attraverso le meraviglie che il bosco offriva, Chris si confidò con l'amico, "Sai Joe, stavo riflettendo sul trascorrere di tutti questi anni e su come si sono evolute le nostre vite grazie proprio a questo bosco." "Capita spesso anche a me, Chris, e ogni volta che accade mi si riempie il cuore di gioia e di meraviglia" lo interruppe, Joe. Poi Chris riprese: "Ricordo che anni fa si faceva a gara a chi raccoglieva più mirtilli per poi vantarcene in famiglia e con gli amici e adesso tutto è cambiato. La caccia ai mirtilli ormai è un lontano ricordo. Il silenzio, gli uccelli che danzano tra gli alberi, l'aria fresca che mi fa prestare attenzione su ogni singola parte del mio corpo e poi la melodia del sottobosco che si accende ad ogno nostro singolo passo. Beh, tutto questo ha preso il posto della nostra simpatica guerra tra cacciatori di mirtilli." " Vecchio amico mio" rispose, Joe, "sono le stesse sensazioni che provo io. Quando trascorri del tempo completamente presente in te stesso, godendo dell'abbondanza che ti circonda e sentendo la tua connessione con il tutto, è un momento che trascende ogni tipo di fine."                                                     Qualche domenica dopo, i due amici, durante la loro consueta passeggiata, s'imbatterono di fronte a una cosa che non si sarebbero mai aspettati di trovare. In un piccolo fosso ai margini del bosco, notarono dei preziosi diamanti. Subito si chinarono per accerarsi del loro valore, e una volta appurato che si trattava di pietre realmente preziose, non persero un'attimo a raccoglierle e portarle all'interno della loro auto, saltellando dalla gioia. "Joe, ti rendi conto? Siamo diventati ricchi, Dio Cristo!" "A chi lo dici, Chris. Non perdiamo tempo, le porteremo a un amico che è titolare di una grossa compagnia che si occupa proprio di questo genere di metalli preziosi, ce le pagheranno una fortuna." Il giorno stesso, Chris e Joe ricevettero dalla compagnia svariati milioni di dollari. I due festeggiarono bevendo birra e i loro volti apparivano spensierati, leggeri, appagati. La mattina dopo, Chris bussò alla porta della casa di Joe, il quale dopo aver aperto e aver visto il volto dell'amico, scoppiò in una risata." Grande figlio di puttana! Hai mandato a fanculo il tuo fottutissimo lavoro a quanto pare!" "Non aspettavo altro, Joe. Impazzisco dalla gioia al pensiero che non dovrò più sottomettermi alle sevizie del mio capo. La compagnia di assicurazioni ormai è soltanto un brutto ricordo. E tu? Ero convinto che avresti fatto la stessa cosa." " Si, vecchio mio. Ho svolto per trent'anni un lavoro che ho sempre detestato, soltanto per dare ascolto a mio padre. Adesso sono finalmente libero e potrò dedicare tutto il mio tempo a ciò che mi procurerà più gioia e soddisfazione." " Senti, Joe..." riprese, Chris, "...adesso siamo ricchi, abbiamo la possibilità di avere tutto ciò che desideriamo e di cui abbiamo bisogno senza svolgere il servizio di schiavo per qualcun altro, ma non ho intenzione di cambiare la mia vita. Non ho voglia di comprare il palazzo più bello al centro di Stoccolma o di acquistare la macchina più lussuosa per vagabondare, vanitoso, per le vie più affollate della città..." Joe lo interruppe, " Chris, so cosa stai pensando, e in fondo è quello che penso anch'io. Finalmente, possiamo andare al bosco tutti i giorni."

mercoledì 29 gennaio 2014

Cara solitudine

Non avrei mai immaginato che potesse esistere una forza così immensa, ingombrante. La conobbi poco dopo l'adolescenza, ci limitammo a presentarci, trascorrere qualche ora assieme, i soliti convenevoli e poi i saluti. Continuammo a vederci saltuariamente, poi con il suo senno di onnipotenza scelse di starmi accanto in modo permanente. Divenne la mia compagna più fedele, non mi lasciava mai, nemmeno quando andavo al cesso. Un giorno, stanco di essere perseguitato, le dissi: " perchè non te ne vai da qualche altra parte e mi lasci un pò in pace?" " Non posso", mi rispose. " Come sarebbe a dire non posso?" ribattei nervosamente. " Io sono la solitudine. Tutti hanno paura di me, inconsapevoli del fatto che la mia presenza è benevola e per nulla distruttiva, ma si ostinano a resistermi e mandarmi via." " Oltre che essere invadente, sei anche presuntuosa, sai?" " Non dire così, vedrai, un giorno mi ringrazierai." " Ringraziarti? E di cosa, Cristo? Sei un'ossessione, almeno concedimi la possibilità di una doccia o se questo è chiedere troppo, una cacata, soli, io e il mio stramaledetto cesso." Si limitò a scoppiare in una lunga e snervante risata. " Hai anche il coraggio di ridere, mi stai facendo diventare pazzo e ridi?" " Non disperare, sono qui per salvarti." " E da cosa? Sentiamo." " Dalla superficialità del mondo esterno." " E tu, vorresti salvarmi dalla superficialità del mondo esterno, come la chiami tu, facendomi diventare pazzo?" " No, Joe. Trascorro molto tempo con te, affinchè tu possa imparare a conoscere il silenzio. Quando sarai a tuo agio nel silenzio avrai l'opportunità di conoscere meglio te stesso, scoprirai la potenza e la meraviglia che albergano dentro di te e diverrai un uomo consapevole, un'essere spirituale." " Avrai anche ragione, ma non ti sopporto più, credimi." " Quando accetterai la mia presenza e la renderai sacra, paradossalmente io scomparirò." Chinai il capo, stupefatto, ormai arreso e replicai: " Non ho più la forza di lottare con te, va bene, hai vinto. Resta pure qui, ma non aspettarti che ti renda grazie, ho altro da fare." " Ah ah ah, senza alcuna fretta, Joe. Ho tutto il tempo che desidero." Così la accettai, anzi, la sposai. Da quel giorno, la sua pesante presenza si affievolì lentamente, istante dopo istante e mi ritrovai costretto a chiudere gli occhi e ringraziarla per avermi fatto da guida nel procedere di un altro scalino, verso il sentiero dell'illuminazione.